L’interpretazione dei Sogni

Aperitivo con Sigmund Freud

 

Ciao Sigmund, piaciuto il carciofo alla giudia?

 

Moltissimo Stefano, mai sentito un aperitivo con questa carciofi croccanti e morbidi. Mi chiedo se è mai possibile che mi trovi sempre di fronte a conflitti… ora anche croccante e morbido del carciofio alla giudia. Non ne posso più Stefano.

 

Sei un po’ ossessivo Sigmund, ma nel frattempo abbiamo scoperto molti rimedi a questa tua continua mania di classificare, catalogare, diventi matto…

 

Davvero hai qualcosa di buono per le mani? Ma è roba tagliata o pura?

 

Purissima, basta ingollare per qualche giorno, mese, anno e poi ti calmi. E si prende in farmacia. E poi non sei matto, sei dubbioso, hai sempre bisogno di mettere in ordine per fare chiarezza, ti piace il bianco o il nero. Hai un po’ il cervello in tilt, ma sei sempre il grandissimo Sigmund Freud. Il nostro cervello però soffre lo stesso. Troppi circuiti nervosi, per forza qualcuno salta. Ma si rimedia.

 

In Tilt come i flipper?

 

Si bravo, li hai sognati?

 

Si, pigiavo pigiavo sui pulsanti, ma era tutto bloccato. E sullo schermo c’era scritto Tilt. Un vero incubo.

 

Non era un incubo, poi lo hanno inventato davvero e ora si usa come metafora di qualcosa di temporaneamente bloccato, come quando non riesci a decidere tra una cosa e l’altra, quando sei lento, nel tuo caso.

 

Non sai quanto ti sia grato di avermi invitato qui a Roma. Fellini è sempre vivo?

 

No purtroppo, ma non era una buona compagnia per te. L’astrazione ti disorienta lo sai. E lui ci dava dentro…

 

Si, ma somiglia in tutto e per tutto ai miei sogni, quelli che lascio andare e di cui non mi chiedo perché.

 

Vedi che sei bravo quando vuoi. Ma cosa ti sogni dimmi, mi interessa. Un altro pò di champagne?

 

Ma mi farà male?

 

Dai Sigmund sei una palla, tieni è buonissimo. Le bollicine ti portano su come mongolfiere colorate. Valentina le conosce.

 

Chi è Valentina?

 

Lascia perdere, parlami dei sogni quelli tuoi, quelli belli.

 

Vedo come vede Fellini: colori, scene sconnesse, donne dal seno enorme a cui mi attacco e mi sento piccolo e protetto. Ma soprattutto colori tribali che mi dicono che tutto può essere a caso anche se non lo è. MI fanno passare da un tempo ad un altro senza spiegazioni, senza una regola, senza parlare. Come dice quel vostro cantautore nevrotico, Vasco Rosso.

 

Vasco Rossi, Sig. Non Vasco Rosso. E non pensare che sia tanto nevrotico. Lui va sul semplice, ma diretto. E’ bravo. E quando non sa che dire, nel testo dice frasi a caso, come nei sogni.

 

Interessante. Dio come vorrei essere nella sua testa.

 

Non esagerare Sig, tu sei il nostro mentore, lui è un cantautore dai.

 

Si, ma non hai idea come sia pesante questa vita, questo sciogliere nodi di continuo. Io vorrei volare e stare nei colori e nella leggerezza.

 

Allora restaci Sig, bevi un altro goccio

 

Vedi Stefano ora sto bene qui con te. Mi porti in Corso Francia o alla Fontana di Trevi?

 

No Sig ti prego. Non farmi camminare, sono pigro. I sogni Sig, dimmi ancora dei tuoi sogni.

 

Ora sto sognando Stefano. E’ meraviglioso. Guarda

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