Nessuna Dieta per Dimagrire

Siamo in due allo stesso tavolo: tu che mi chiedi di dimagrire e io che devo insegnartelo.

Da quando ti sei alzato stamani, non aspetti altro che venire qui e ricevere una dieta dettagliata alla fine della visita, che abbia il sapore del nuovo, perché ne hai già sperimentate molte. Fallimentari, perché altrimenti non saresti qui oggi.

 

Ti devo dare la prima delusione, mio nuovo amico, e preferisco dartela subito: uscirai da questo studio senza dieta, diario alimentare, contorsionismi alimentari, cibi esotici, zone e non zone.

Da qui uscirai con delle semplici indicazioni che tu, se davvero vuoi dimagrire, devi comprendere, altrimenti dopo di me, andrai da un altro professionista o, stufo di spendere, comincerai a trascorrere le tue ore serali in rete, alla ricerca della formula magica.

 

Ora iniziamo a fare sul serio. Siamo io e te e non è un duello. La base del nostro intervento è stabilire complicità. Vicino a noi, abbiamo un altro ospite, che se ne sta in piedi a giornate, senza fatica alcuna. E’ il suo lavoro. Ci aspetta. E’ la Bilancia. Non ascolta, non giudica, non prende posizioni, ma emette responsi secchi, senza appelli. Un utile alleato neutro, che non prende né la mia parte, né la tua. Emette un codice numerico semplice da leggere, che ci dice come abbiamo operato: se io ti ho spiegato bene, se tu hai capito bene.

 

BANALITA’ NON BANALITA’. La prima semplice indicazione che ti darò è così banale che mi considererai un idiota e cercherai, mentre ti parlo, di capire come mai sei venuto proprio da me.

Io ti dirò, in un linguaggio da strada: – Bruci 2000 e mangi 1000, bruci 5000 e mangi 4000. Questo fa dimagrire

Questa mia affermazione ti getterà nello sconforto, perché penserai che lo sapevi già, ma non me lo dici per l’educazione del primo incontro.

Io ti anticipo per enfatizzare il concetto: –Se lo sai già, perché sei qui davanti a me, sano come un pesce, come vedo dalle analisi, che mi hai diligentemente portato, e abbiamo appena saputo dal nostro ospite muto che sei 90 kg e che se non fai attenzione a muoverti, ti esplodono i bottoni della camicia?-

 

Hai preso un brutto gancio, mentre avevi la guardia bassa e sei già quasi KO.

 

Il senso delle tue riflessioni interiori cambiano contenuto e ti cominci a fare domande giuste. Il gancio ti ha svegliato. Ti chiedi come sia possibile che tu sia ridotto in questo stato, nonostante sapessi che, bruciando più calorie di quante ne introduci ingrassi. Il fantasma di Freud ti fa toccare i bottoni della camicia ai limiti della tenuta. Veri ordigni pronti a esplodere.

Ti sei talmente ripreso, che prosegui a pensare, cercando paragoni e ti viene in mente il più masochista di tutti i possibili paragoni: “E’ come se mia moglie uscisse tutte le sere di casa, con tutte le sue parti del corpo migliori messe ben in evidenza e tornasse alle tre del mattino e non ci facessi caso. Io, stravaccato sul divano, mi bevo due grappe di gusto e faccio zapping compulsivo, prima di andare a letto.”

 

Ti fermi un attimo. Non vorresti arrivare alla conclusione del tuo pensiero, ma non riesci a fermarti. E’ passato un anno ormai. Mentre ti annoi ad ascoltare il solito pretestuoso dibattito politico, di colpo avverti un brivido di solitudine. Ti sei svegliato: lei sta con un altro.

Si, è così. Era banale capirlo, come le calorie, ma non l’hai voluto capire. E ora sei qui da me, barcollando anche da seduto, perché l’esempio della moglie te lo sei fatto da solo e ti ha scosso dal torpore mentale, in cui noi umani spesso cadiamo. Abbiamo i concetti in testa, ma non li infiliamo in una sequenza. Il filo di una collana, in cui non riusciamo a infilare perle di saggezza.

 

NON DIETE. Ormai non hai scampo e mi ascolti bene senza commentare dentro di te. Insisto e ti dico perentorio, ma gentile, che non ci dobbiamo prendere in giro con le diete. Se fosse solo una questione di diete ossessive come un orologio svizzero, basterebbe prenderne una qualsiasi da medici, dietologhe con lauree triennali o da internet: ce ne sono un milione.

A conti fatti, ti ricordo che le diete sono tutte uguali, perché tutto quello che ingolliamo, escluso l’acqua, porta calorie. A questo punto, calorie per calorie, tanto vale mangiare e bere quello che ci piace, facendo semplici somme e sottrazioni. Psicologicamente costa di meno e si dimagrisce. Ovvio, solo se mi ascolti bene e fai profondamente tue le mie semplici indicazioni.

 

A questo punto la scelta è tua, e se è tua, le decisioni che prenderai non saranno proibizionistiche, perché partire con divieti è per i malati o i carcerati, non per te, definito dalla medicina soggetto sano in sovrappeso in cammino verso l’obesità.

 

EDUCAZIONE ALIMENTARE. Prima di tutto, cerchiamo di capire dove sbagliamo, che, quasi sempre, coincide con il non sapere e con l’ignoranza sul cibo, trasmessa da generazione in generazione, perché è una attività quotidiana e che come tutte le routine ci affossa nella superficialità. In questo caso specifico, il non sapere niente sul cibo, la superficialità del tuo agire quotidiano ti ha portato qui a 90 kg e sei alto 1 metro e 68.

 

VECCHI RICORDI. Ti rinfresco la memoria, per farti tornare in mente cose che ti sei dimenticato, perché eri un lattante e mi hai detto di non avere figli. I neonati, con il solo latte, crescono un chilogrammo al mese. Vicino all’estremo opposto dell’età, ho molte pazienti in menopausa che non mangiano pane, pasta e cioccolato perché sono cibi off-limits, che fanno ingrassare e si diventa mongolfiere colorate; con la massima frustrazione umana, bevono la tristezza di un litro di latte al giorno perché rallenta l’osteoporosi (altra favola metropolitana), aumentando di un chilogrammo al mese come i neonati. E naturalmente, quando vengono da me mi dicono “Dottore sono così grassa e le giuro che non mangio niente”. Tecnicamente non è una bugia, ma purtroppo per la signora, le calorie introdotte non sono solo quelle masticate, ma anche quelle bevute. La Bilancia, aliena, non sa distinguere se le 75 kcal sono entrate come latte, vino rosso o cappuccino amaro. Quindi, degli integralisti carnivori/vegetariani, bevitori/astemi, dolciari/non dolciari, alla Bilancia non interessa nulla.

 

Sto parlando con te: “Il peso è una questione numerica di calorie introdotte e consumate: la qualità dell’alimentazione non c’entra nulla con il peso. La qualità del cibo determina problemi vascolari, renali, intestinali, ma con il peso non c’entra niente.”

 

APERITIVO. Il mio paziente di 90 Kg è ormai sulla strada della comprensione, ma non sa che tra poco andrò a colpirlo nel suo punto più debole: l’Aperitivo o l’Aperi-cena seguito dalla cena con la moglie.

Mi viene spontaneo scrivere Aperitivo con la A maiuscola, perché ormai ha assunto nel nostro vivere una sua sacralità, come scrivere Pasqua al posto di pasqua. Mancanza di rispetto.

 

Chiedo se è abituato a farsi un Aperitivo dopo il lavoro e quante volte.

Candido confessa “Tutte le sere dei giorni lavorativi”.

 

Lo attacco con garbo, chiedendo se sa che due olivette, qualche patatina, una ventina di pistacchi, una decina di noccioline e un cocktail equivalgono in termini calorici a essersi mangiato un piatto di spaghetti.

 

Il ragazzo è pallido, ma vedo nei suoi occhi nascere il concetto del conteggio calorico. Lo voglio mandare via con questa nozione, che sarà basilare per la sua vita.

 

Infierisco, con la confidenza del vecchio professore che ha incontrato un suo ex alunno: “Dai non mi dire che ti fermi qui e non assaggi una tartina (10gr di pane in cassetta = 30 kcla + 5gr di burro = 35-40kcal, e se sei in un posto giusto, ci metti un po’ di caviale che ti confeziona una tartina da 100 kcal. Se ne mangi cinque, sono ovviamente 500 kcal equivalenti ad un sandwich ben farcito. Ora sei rilassato, ridanciano, perché almeno un altro Negroni da 140 Kcal lo hai bevuto. Se sei onesto, senti che lo stomaco è praticamente vuoto e andresti avanti ad oltranza. Ti consola l’idea della cena preparata dalla moglie prima che si cambi ed esca, come tutte le sere.”

 

Occhi sgranati come un cartone animato giapponese, il mio amico mi ascolta ipnotizzato. Ne approfitto: “Un etto di pasta cruda sono 325 kcal equivalgono a una pallina di gelato alla crema, che in due leccatine è finito; mentre un etto di pasta cruda lessata diventa tre etti perché si imbibisce di acqua, due etti di pomodori sono 34 kcal, un cucchiaino d’olio (45 Kcal), e un poco di basilico che per pietà non ti conteggio, ma che è bene conoscere le sue 22 Kcal per 100 grammi

 

Lo lascio respirare, mentre faccio la somma su un foglietto che gli mostro: con circa 500 kcal mastichiamo un piatto di spaghetti al pomodoro. Ci sentiamo visceralmente soddisfatti, perché abbiamo masticato e riempito lo stomaco e non abbiamo più fame, perché il senso della sazietà parte dalla pressione del bolo alimentare sulle pareti dello stomaco.

Con disegni un po’ approssimativi, gli faccio vedere che 100 gr di spaghetti al pomodoro e basilico, in termini di calorie introdotte, sono meno di:

  • 100 gr di patatine
  • 60 gr di pistacchi
  • Cinque tartine ben fatte
  • Due crakers, un pò di maionese e 4 pistacchi

 

Le mie considerazioni, vecchio del mestiere, mi portano a consigliarti che, se vuoi dimagrire, devi mangiarti il piatto di spaghetti al posto dell’aperitivo. E mangiati pure il pane, la rosetta e il pane integrale e lascia stare il pane azzimo, i cornflakes e le fette biscottate che hanno le stesse calorie dei cornetti. Però, nell’immaginario collettivo, i cornetti ingrassano e così tutti mangiano le fette biscottate che hanno le stesse calorie. Meglio mangiare il pane, che costa di meno ed ha meno calorie.

 

LA SPESA. Il giusto modo per non trovarsi cibo “pericoloso” in casa è entrare in modalità “calcolo calorie”, quando facciamo la spesa. Più che i nomi bisogna leggere i numeri; infatti, se leggi biscotti integrali con soia (kcal 456), solo leggere il nome pensiamo che ci faccia dimagrire, per poi scoprire che hanno più calorie dei wafers (kcal 449); per restare nei biscotti, i bistrattati frollini (kcal 429) hanno le stesse calorie degli osannati biscotti integrali (kcal 425). Hai capito bene amico, le stesse calorie!

Il Marketing del light food e dell’integrale ci ha talmente rimbecilliti che, pur ritenendoci a dieta, non leggiamo nemmeno le calorie. Ci fidiamo del nome. Certo più light di un piatto di lasagne sono, ma non più light di biscotti con meno calorie e più buoni.

 

Le diete sono piene di favole metropolitane come abbiamo visto e colorato di celeste, passate di bocca in bocca come quella di fette biscottate e stracchino. Il gorgonzola nelle diete non c’è mai. Il gorgonzola avrebbe anche il vantaggio di avere un sapore forte e ne mangeremmo pure di meno. Ci vuole solo Einstein in persona che mi faccia capire perché lo stracchino sta nelle diete e il gorgonzola no.

 

PIZZA. Un etto di pizza bianca 300 kcal; un etto di pizza rossa 243 kcal. Perché la prima è tutto pane, mentre la seconda sono 70 grammi di pane e 30 grammi di pomodoro. Il problema è che una pizza Margherita sono minimo 4 etti di pizza rossa e già siamo a 1000 kcal; poi ci devi mettere la mozzarella o fior di latte, che hanno meno calorie dello stracchino, e siamo oltre le 1000 kcal. Nell’attesa della pizza, ci facciamo due olivette ascolane, due fiori di zucca fritti, un supplì, una birretta; poi, finalmente arriva la pizza. Una fetta di pastiera? Vai! Un limoncello? Perché no! Conto finale: euro e una settimana di dieta. Implacabili le calorie a contarle.

 

CARNE. Un etto di maiale magro sono 110 kcal, un etto di salsiccia secca 514 kcal. Bresaola o prosciutto crudo, solo il magro, grosso modo hanno le stesse calorie (150 Kcal).

 

LA LOCANDINA. La funzione di una locandina con i valori calorici di ogni alimento usuale nella cucina italiana, appesa sul frigorifero è questa: a casa la leggiamo con comodo, scegliendo quello che vogliamo mangiare quel giorno. Meno calorie ha quello che scegliamo, più ne possiamo mangiare. In questo modo la pressione del bolo alimentare sulle pareti dello stomaco ci dà un senso di sazietà che ci porta a dimagrire senza frustrazione.

Il concetto della non dieta è esistenziale-matematico: sazietà e dimagrimento e non fame da campo di concentramento per non dimagrire.

Per la Bilancia, un etto di tonno al naturale (158 Kcal) è quasi come tre etti di polpo (150 Kcal in totale). Stesso concetto: con tre etti di polpo mi riempio di più lo stomaco e sono sazio; dopo centro grammi di tonno il mio stomaco è vuoto.

Quattro etti di finocchi (9 Kcal) equivalgono a un etto di carote, che equivale a un etto di pere (35 kcal).

 

Nel mio concetto di educazione alimentare, sono contrario ai succhi, alle spremute ai passati di verdura e alle centrifughe perché per fare un succo di arance servono almeno tre arance che sono circa 100 kcal; nel bere il succo non si mastica, per cui non abbiamo quella soddisfazione psicologica che ci dà invece il masticare tre arance; anche perché, tre arance di fila non le mangeremo mai, soltanto per la fatica di sbucciarle. Però le possiamo bere in un attimo. Molto meglio, per dimagrire, prendere due arance, sbucciarle e masticarle, dove c’è la noiosa manualità della preparazione come deterrente, il gusto della masticazione e le scorie perse.

Stesso discorso per il minestrone con pezzi di verdura che mastichi. Con il passato di verdura ingolli e basta. Per dimagrire è molto più soddisfacente qualche cosa da masticare e, avendo impostato queste riflessioni sulla psicologia per raggiungere il Peso Forma, la sensazione di avere mangiato gratifica più di avere bevuto. Siamo coerenti.

Per fare un succo di ananas (44 kcal) servono almeno due etti e mezzo di frutto. La persona che beve tre succhi di ananas ha ingerito kcal pari ad un etto di pasta senza la stessa piacevole sazietà. Con l’ananas lo stomaco rimane quasi vuoto, la fame rimane e per di più l’ananas non “scioglie” il grasso (favola metropolitana). Il principio attivo dell’ananas è la bromelina che è al massimo un drenante. Se invece del drenante dell’ananas, calorico e insoddisfacente, prendiamo, sotto controllo medico, il più forte diuretico in commercio, per eliminare i liquidi in eccesso, uriniamo tre volte di più, il fisico tende a ristabilire l’equilibrio idro-salino, beviamo tre bicchieri d’acqua a zero Kcal e stiamo come prima.

 

MELE, FICHI e DINTORNI. Le diete sono piene di fette biscottate, stracchino e mele. Mele che hanno pari o più calorie dei fichi (53/47 Kcal). Ma i fichi, in una dieta, nessuno li mette perché la favola metropolitana diffusa è che fanno ingrassare: e quindi tutti a mangiare quintali di mele come Steve Jobs. Solo ai diabetici non diamo i fichi questo sì, è vero.

Una volta si diceva di dare le mele ai porci e ai maiali per farli ingrassare bene. Questo perché le mele crescevano in campagna come l’erba. 10 chilogrammi di mele sono 5300 kcal. Un maiale, i 10 chilogrammi di mele se li mangia in cinque minuti e nessuna Bilancia ha mai chiesto a un maiale come sono entrate 5300 kcal, se come mele o come fettuccine; i rinoceronti mangiano al giorno 40 chilogrammi di erba scondita, che a 20 kcal ogni 100 gr, sono 8000 kcal di erba, ma sempre 8000 kcal sono. I leoni mangiano carne rossa, e non si è mai sentito dai veterinari e dai leoni parlare di carne bianca o carne rossa. Gli squali, raffinati, mangiano continuamente sashimi.

Le diete sono prive di banane o cachi che nessuno mangia (65 kcal). Tutti invece a mangiare i mandarini (72 kcal).

Per chi vuole raggiungere o mantenere il Peso Forma, consiglio sempre d’inverno i finocchi (9 kcal) e d’estate il cocomero (15k cal).

 

Una donna che fa la vita da impiegata, al contrario degli allarmismi in rete sulla introduzione calorica di solo 1000 Kcal per dimagrire, ritenute pericolosamente poche, anche per una impiegata, deve assumerne indicativamente un massimo di 1000 kcal al giorno, per lo scarso consumo. Non esiste alternativa. Questo è un modo semplice per fare i conteggi, perché è inutile contare le calorie e non sapere quanto si consuma. Approssimativamente, ma non troppo, questi semplici conti li dobbiamo fare.

1000 kcal possono essere mantenute ad esempio con i già citati cento grammi di pasta al pomodoro; poi, possiamo scegliere tra tre etti di filetto oppure sei etti di polpo, oppure un etto e mezzo di stracchino o gorgonzola. C’è ancora spazio per due etti di insalata, una rosetta, un frutto e un caffè, tenendo conto che caffè e tè sono 10 kcal ed ogni cucchiaino di zucchero 20kcal. Il tutto da distribuire nella giornata, assolutamente come crede. Può mangiare spaghetti a pranzo e carne e insalata a cena o viceversa.

L’unica cosa che io sconsiglio sono i 5 pasti al giorno perché:

1) Spesso non abbiamo tempo costante di pausa e quindi tendiamo già ad alterare il bioritmo calorico a cui dobbiamo abituare il nostro corpo;

2) Alle 10 di mattina, di solito, non abbiamo fame, a meno di non avere fatto colazione molto presto. In condizioni standard e non hai fame, appena metti una qualsiasi cosa nello stomaco, la fame ti viene subito e soffri quando stavi bene appena dieci minuti prima.

3) La cena, per la maggior parte degli italiani, è il momento della riunione affettiva familiare ed il momento che sancisce, in modo inequivocabile, la fine della giornata lavorativa. Se noi abbiamo già consumato quattro mini pasti, al massimo rimangono la miseria di 70 grammi di stracchino o qualcosa di equivalente in tristezza calorica, mentre gli altri si saziano allegramente con un pasto standard da umani felici. Un consiglio a questo punto: prenditi 25 gocce di sonnifero, vai a letto e dormi.

Comunque, nel rispetto delle 1000 Kcal, garanzia del Peso Forma per una sedentaria, ognuno si gestisca come vuole.

Ci sono esempi limite, come me, che da 40 anni, lavorando circa 10 ore al giorno da sedentario atipico, perché pensare, parlare, decidere, prendersi responsabilità consuma calorie, mi gestisco il digiuno diurno con 3-4 caffè e le 1200 kcal necessarie per mantenere il mio Peso Forma, le assumo tutte a cena. L’indomani, lavoro con le mie 1200 Kcal assunte la sera prima.

Sfato così un’altra favola metropolitana, che se ceni e vai a dormire ingrassi, perché facendo un calcolo approssimativo sulla base di 40 anni di questa abitudine, dovrei essere un quintale. La favola trae origine da un’omissione di base: ceni solo la sera, vai al letto, ma ingrassi solo nel caso in cui bruci 2000 kcal durante il giorno e la sera ne mangi 3000 kcal. Il motivo per cui la notte lieviti non perché dormi dopo avere solo cenato durante il giorno. Lieviti perché stai a digiuno tutto il giorno, consumi 2000 kcal e a cena mangi per quattro persone.

il minatore che lavora di notte mangia di solito a mezzanotte. Come ormai acquisito, la Bilancia è completamente indifferente a che ora mangiamo io e il minatore.

Sempre restando sul mio consiglio di non frammentare i pasti, c’è un esempio molto chiarificatore. Se la mia auto consuma 100 euro di benzina al giorno, la sera mi fermo a un distributore e metto i 100 euro di carburante, che mi servono fino alla sera successiva; la sera successiva metto di nuovo 100 euro e il ciclo si ripete. Frammentare i pasti equivale alla necessità di fermarsi a 5 distributori diversi e mettere 20 euro alla volta. Non mi sembra comprensibile e quindi voglio insistere sulla favola che cenare solo la sera faccia ingrassare. Un piatto di spaghetti al pomodoro sono sempre 500 kcal 24 ore al giorno. Non è vero che se mangio gli spaghetti a colazione dimagrisco e se li mangio a cena ingrasso. Sono sempre 500 kcal. Che poi gli americani mangino gli spaghetti a colazione, a Napoli a pranzo, noi solitamente a cena e gli attori alle due di notte dopo teatro, sono sempre 500 kcal.

 

LA REALTA’ DELLA VITA ATTUALE. A questo punto dobbiamo enfatizzare sul consumo calorico. La nostra era, se non per l’attività sportiva volontaria, è dominata dal non muoversi, dal web che consente di fare tutto senza alzarsi da una poltrona. Nessuno zappa più la terra dall’alba al tramonto; io non faccio più il bersagliere come a 29 anni e allora potevo permettermi colazione abbondante, due primi e due secondi a pranzo e a cena, aperitivi e gelati. Ed ero secco come un chiodo.

A 31 anni, quando ho smesso di fare il bersagliere, anche io ho iniziato a fare i conti con la Bilancia. Sfruttando le mie competenze mediche, da quando avevo 31 anni, vado avanti con 3-4 caffè come detto prima e non posso più mangiare come prima. Ma non perché è cambiato il metabolismo basale, altra bella favola, forse la più bella di tutte. Il metabolismo è sempre quello. Se la mia macchina è una Alfa 1500 a 20 anni, a 60 anni che sarà secondo voi? Sempre un alfa 1500. Non puoi diventare né un motorino, né un trattore.

Le auto le puoi spegnere, quelle umane no. La macchina umana rimane accesa al minimo nelle 24 ore. Questo è il metabolismo basale che rimarrà sempre lo stesso. E’ scientificamente provato che un paziente fermo immobile sul letto per 24 ore, solo il cuore consuma tra le 400 e le 600 kcal al giorno. Il cuore di una persona è grande come il suo pugno. Quindi il ragazzetto di un metro e mezzo con cuore piccolo va a 70 battiti al minuto 24 ore al giorno consuma 400 kcal. Un uomo alto due metri, cuore grande, ne consuma 600. Io mi metto in mezzo 500 Kcal. A 30 anni, il mio cuore grande come il mio pugno in condizioni di riposo assoluto si contraeva 70 volte al minuito ogni 24 ore e consumava 500 kcal. Oggi ho 71 anni e quanto consuma il mio cuore? Sempre 500 kcal. Se sono sano, è lo stesso cuore che si contrae 70 volte al minuto, 24 ore al giorno. Come l’Alfa 1500.

Chi dice che si riduce il metabolismo basale con l’età, sta dicendo che il mio cuore si contrae a 71 anni, 35 volte al giorno, a causa del ridotto metabolismo basale, significa che, senza che gli altri se ne siano accorti, sono morto. L’ho scritto in celeste perché è una favola bellissima e horror. Dirò di più, quando uno soggetto aumenta di peso, il metabolismo basale aumenta perché se il Padreterno o chi per lui, ha fatto un cuore che deve portare nutrimento ad un uomo di 70 chilogrammi che però è diventato 120 chilogrammi, il cuore lavora molto di più per portare ossigeno a 50 chilogrammi in più di tessuti e quindi consuma di più.

Quindi, al di là di malattie endocrine, il metabolismo basale rimane sempre quello. Quello che invece cambia è il consumo di calorie. A 30 anni correvo tutti i giorni con in bersaglieri, doccia, cena e tre ore di twist and rock’n’roll con una bella ragazza. In pratica avevi già consumato la cena pure del giorno dopo. Dopo una serata così, nemmeno andavi a dormire, che si tornava a correre.

Dico a me stesso nelle sere melanconiche: “Dottor Favella fallo ora a 71 anni”. La realtà? Con due ore di sonno non ci faccio più niente, per una nottata in discoteca chiamano l’Aci con il carroattrezzi per portarmi a casa. Quindi, quello che cambia con l’età si chiama consumo di calorie e non metabolismo basale. Quindi quello che consiglio è che non ci possiamo più permettere la vita dei favolosi anni ’60, con colazione pranzo e cena, i ritmi sono cambiati. Se ci vogliamo sincronizzare con i ritmi attuali, dobbiamo cambiare sistema e riservare il recupero globale, quando tutto è finito: recuperare psicologicamente con una cenetta in famiglia o con chi vogliamo, quando tutti finalmente ci guardiamo in faccia e chiacchieriamo; recuperare energeticamente con una cena consona al nostro consumo e che ti permetta di rimanere a tavola più volentieri. Eventuali sacrifici, che poi diventano abitudini e non più sacrifici, bisogna farli il giorno con uno yogurt o una barretta. Quindi risparmiamo il giorno e giochiamoci il jolly la sera, in un vero recupero totale: energetico, psicologico, affettivo.

Abbiamo raccontato molte favole in circolazione, proseguiamo: sul Peso Forma non c’entra niente dolce, salato, sera o mattina.

Possiamo mangiare tutto: dimagrire con il cioccolato ed ingrassare con la mela; pasta e fagioli con 316 kcal, 30 gr di fagioli secchi lessati diventano 100 grammi e sono 93 kcal (grosso modo come ceci e lenticchie).

Come abbiamo detto, tutto quello che è asciutto, una volta lessato triplica il suo volume perché assorbe acqua, ma l’acqua non porta calorie per cui le calorie rimangono quelle di base. Minestra di orzo, spaghetti alle vongole, risotto alla milanese, possiamo fare anche la carbonara, basta usare tante uova quante un soggetto può permettersele in relazione al consumo. Possiamo davvero mangiare tutto.

OLIO, GRANA e PRUGNE SECCHE. Voglio fermare l’attenzione su 5 grammi di grana e 10 grammi di olio. 100 cc di olio di olive di semi di mais sono 900 kcal, per cui 10 grammi di olio che corrisponde grosso modo ad un cucchiaio di minestra sono 90 kcal. E c’è l’insalata da un cucchiaio e l’insalata da tre cucchiai. Quella da tre è più buona, ma sono 270 kcal di olio. La dobbiamo finire di annaffiare!

Cinque grammi di grana nel risotto alla milanese sono in tutto 420 kcal. Se fai una nevicata di parmigiano bisogna rifare i conti.

L’olio di oliva fa bene per molte cose, però va dosato con attenzione. Stesso discorso per le apparentemente innocenti prugne secche. Tante donne si strafogano di prugne per la cura della stipsi, con soddisfazione e successo intestinale, ma non perdono più peso. Chi sa perché. Ogni 5 prugne sono 200 kcal.

NOCI e OMEGA TRE. Stesso discorso per le famose tre noci al giorno e gli omega tre, tra gli ultimi trend modaioli nutrizionistici. Moda o no, 20 grammi di noci al giorno sono 150 kcal.

Parliamo delle gomme da masticare 263 kcal per 100 grammi? Nessuno mastica un etto di gomme al giorno, ma 10 grammi può succedere e sono 26 calorie, che nessuno conta e passano in cavalleria. Nessuno certo ingrassa per queste 26 calorie però a fine giornata gli errori occultati in cui incorrere sono molti: 26 kcal le gomme, 20 kcal il cucchiaino di zucchero, 20 grammi di noci 150 kcal, 5 prugne secche 200 kcal, 2 crackers con maionese 200 kcal, 100 grammi di salsiccia 500 kcal, la scaglietta di parmigiano, le due olivette: hai introdotto 1000 e passa calorie e neanche hai pranzato o cenato, se non hai messo dentro almeno due bevute alcoliche quindi altre calorie.

Quindi il concetto base è che in famiglia possono anche essere uno, due o venti a mettersi a dieta. Non occorre mangiare cibi diversi. Mangiamo tutti le stesse cose, fettuccine ai funghi porcini per tutti, ma ognuno con i numeri i propri. Chi si può permettere due piatti, chi un piatto e chi due forchettate. Altra idiozia, ma per scelta e non per favola, è perché chi sta a dieta deve mangiare il petto di pollo, mentre tutti gli altri mangiano il filetto. In alcune personalità più labili o più intolleranti verso mangiare sempre lo stesso cibo, dopo tre giorni si sente il diverso di casa, con il petto di pollo che non va più ne su, ne giù; alla fine rinuncia a cercare di raggiungere il Peso Forma e si rimette a mangiare senza matematica. Invece chi sta a dieta è uno della famiglia, che deve mangiare soltanto un poco di meno o che consumi un poco di più.

 

Caro amico, so che da un certo momento in poi il mio è stato un monologo, ma se riesci solo a tenere a mente le parole chiave ti rivedrò tra tre mesi a 70 chilogrammi. Ricorda i miei consigli per dimagrire e stare bene:

  1. Massima introduzione calorica, quella che ti do io in relazione al tuo consumo
  2. Puoi mangiare di tutto
  3. Evita la frammentazione dei pasti
  4. Salta l’aperitivo
  5. Aumenta le tue conoscenze sulle calorie dei cibi che preferisci. Non combattere, divertiti. E’ un bel giochino, che ti riserverà inattesi cambi di vita oltre che di peso.

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